Legge di bilancio 2023: tutti gli incentivi

27 Dicembre 2022 | Informazioni

Rispetto al testo varato dal Consiglio dei ministri, la Camera dei deputati ha messo mano alla Legge di bilancio 2023, facendo leva sul tesoretto destinato agli emendamenti. Ecco dunque cosa prevede il testo della Manovra 2023, alla luce del primo passaggio in aula.

Iniziano oggi al Senato i lavori per la conversione in legge della Manovra 2023, approvata con un voto di fiducia alla Camera dei deputati il 23 dicembre con 221 favorevoli e 152 contrari. Quello a Palazzo Madama sarà però solo un passaggio formale, visto che il testo di legge della finanziaria 2023 dovrà essere approvato entro la fine dell’anno, onde evitare l’esercizio provvisorio di bilancio.

Prosegue quindi a marce forzate il varo della legge di Bilancio 2023, la prima Manovra finanziaria del governo Meloni che, stretta tra contingenze internazionali e promesse elettorali, arriva a cubare 35 miliardi di euro.

Come anticipato nelle settimane passate, si tratta di una Manovra impostata “su un approccio prudente e realista che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale e allo stesso tempo sostenibile per la finanza pubblica, concentrando gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione”.

Dei 35 miliardi complessivi, infatti, la quota maggiore (21 miliardi) è destinata a ridurre le bollette per imprese e famiglie. Altri 3 miliardi sono destinati a Enti locali, sanità e trasporti, mentre 4-5 miliardi di euro vanno alla proroga (e in parte all’aumento) del taglio del cuneo fiscale varato da Draghi. Sempre sul tema lavoro, la Manovra 2023 prevede incentivi per le assunzioni e alcune misure per il lavoro stagionale e occasionale.

Per le imprese e il settore produttivo, oltre alle misure contro il caro energia, la Manovra 2023 punta in parte sullo strumento della flat tax (ne sono previste tre), in parte su tregua fiscale e aumento del tetto al contante, e in parte sul rifinanziamento del Fondo di garanzia e dei contratti di sviluppo.

Vale invece 1,5 miliardi di euro il pacchetto famiglia che prevede, tra le altre misure, l’aumento dell’assegno unico e la proroga delle agevolazioni per la prima casa per i giovani. 

Infine la Legge di Bilancio 2023, oltre a iniziare a ridimensionare il Reddito di cittadinanza, mette mano alle pensioni e adotta alcune misure contro il “caro carrello”.

In attesa della versione definitiva della legge di bilancio di 2023, ecco una panoramica delle principali misure contenute nel provvedimento. 

Le misure della legge di Bilancio 2023 contro il caro energia

Partendo dal pacchetto più sostanzioso (21 miliardi di euro), quello contro il caro bollette, la Manovra 2023 proroga le misure contro il caro energia per i primi tre mesi del 2023 prevedendo il rifinanziamento de:

  • crediti d’imposta per le imprese energivore e gasivore rispettivamente per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, che salgono dal 40% al 45%;
  • Il credito d’imposta per imprese dotate di contatori di energia elettrica di specifica potenza disponibile (pari o superiore a 4,5 kW) diverse dalle energivore, che sale dal 30% al 35% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023;
  • Il credito d’imposta per l’acquisto di gas naturale per imprese non gasivore, pari al 45% (in luogo del 40%) della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel primo trimestre 2023, per usi diversi dal termoelettrico.

La Manovra 2023, inoltre, da un lato conferma l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, mentre dall’altro introduce un nuovo bonus, gestito da Terna, per ridurre i consumi di energia elettrica nelle ore di picco.

Infine, per le famiglie alle prese con il caro energia, la Manovra 2023 proroga il bonus sociale bollette, includendo nella platea dei beneficiari anche le famiglie con ISEE fino a 15mila euro (mentre prima l’ISEE si fermava a 12mila euro).

Le misure della Manovra 2023 per il lavoro

Dopo il capitolo “caro energia”, quello più sostanzioso in termini economici è il dossier “lavoro”.

La legge di bilancio 2023, infatti, stanzia oltre 4 miliardi di euro per la proroga del taglio del cuneo fiscale di due punti percentuali, aggiungendo un ulteriore punto percentuale di taglio del cuneo fiscale (che arriva quindi al 3%) nel caso in cui la retribuzione mensile non sia superiore a 1.923 euro (invece dei 1.538 euro, previsti dal DDL iniziale).

Oltre a intervenire sul costo del lavoro, la Manovra 2023 prevede anche agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato (o la trasformazione di un contratto a termine in uno a tempo indeterminato) per chi assume donneunder 36 e percettori del Reddito di cittadinanza. Il limite massimo di importo entro cui è riconosciuto tale esonero è pari a 8.000 euro (invece che i 6.000 euro originariamente previsti).

Prevista inoltre la proroga a fine 2023 (termine per le nuove iscrizioni alla previdenza agricola) della decontribuzione al 100% a favore dei giovani imprenditori agricoli (under 40).

Previsti inoltre: l’innalzamento da 5.000 a 10.000 euro della soglia entro la quale è possibile ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale; la detassazione dei premi di produttività fino a 3mila euro per i dipendenti, con aliquota al 5%.

Infine, attraverso il rifinanziamento del Fondo sociale per l’occupazione, sono stanziate ulteriori risorse per il riconoscimento anche nel 2023 di una serie di indennità e trattamenti di integrazione salariale, come ad esempio quelli a in favore dei lavoratori delle imprese operanti in aree di crisi industriale complessa.

Le misure della legge di Bilancio 2023 per le famiglie

Sostanzioso anche il pacchetto famiglia della Manovra 2023, che cuba 1,5 miliardi di euro.

Tra le misure principali figura la maggiorazione dell’assegno unico che aumenta del 50% per tutte le famiglie per il primo anno di vita del bambino. Inoltre, nel caso di tre o più figli (fino a 3 anni), l’aumento del 50% viene riconosciuto per famiglie con ISEE fino a 40mila euro.

Sempre fronte natalità, la nuova legge di Bilancio prevede un mese in più di congedo parentale retribuito all’80%, prevedendo la possibilità di usarlo fino al sesto anno di vita del bambino.

Prevista anche la riduzione dell’Iva per i prodotti per la prima infanzia e per gli assorbenti, che scende al 5%. Viene inoltre istituito un Fondo da 500 milioni di euro destinato alla realizzazione di una “Carta Risparmio Spesa” per redditi bassi fino a 15mila gestita dai Comuni e volta all’acquisto di beni di prima necessità. Si tratta di una sorta di “buoni spesa” da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all’iniziativa con un’ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari. 

Viene inoltre istituito un Fondo da 3,5 milioni di euro destinato a finanziare, nelle città metropolitane, la sperimentazione del Reddito alimentare che prevede l’erogazione ai soggetti in condizioni di povertà assoluta di pacchi alimentari realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare.

Inoltre sono previste alcune misure per il diritto allo studio, tra cui un finanziamento di 10 milioni di euro (per il 2023 e il 2024) del Fondo che eroga contributi per le spese di locazione abitativa sostenute dagli studenti fuori sede di università statali.

Infine, nel campo delle politiche culturali, si prevedono alcune misure tra cui la Carta della cultura giovani e la Carta del merito, e si rifinanzia con 8 milioni di euro (anni 2023 e 2024) il Fondo per le piccole e medie imprese creative.

Le misure della legge di Bilancio 2023 per le imprese

Per quanto concerne le imprese, la premier Meloni ha spiegato che la Manovra 2023 punta anzitutto a tutelare il settore produttivo davanti a scenari economici e internazionali complicati come quelli attuali. Per far ciò, oltre alle misure contro il “caro bollette”, la Manovra 2023 prevede alcuni strumenti.

In materia fiscale, per autonomi e partite IVA si punta sullo strumento della flax tax. La Manovra 2023 ne prevede tre, di cui due per queste categorie. In particolare figurano:

  • Una flat tax sui redditi incrementali: cioè alle partite IVA che hanno un aumento di fatturato, rispetto al massimo picco del triennio precedente, si applica una flat tax del 15% sul maggiore utile conseguito con una soglia massima di 40mila euro;
  • L’aumento della flat tax al 15% per gli autonomi che fatturano fino a 85mila euro (contro l’attuale soglia di 65mila euro).

La terza flat tax è quella sui premi di produttività per i lavoratori dipendenti. Prevista anche la detassazione delle mance di camerieri e altro personale operante nel settore ricettivo e di somministrazione di cibo e bevande.

Per le piccole e medie imprese viene prorogato il bonus IPO, il credito d’imposta per favorire la quotazione delle PMI in borsa, di cui viene aumentato anche l’importo massimo da 200mila a 500mila euro. Sempre a vantaggio delle PMI opera il rifinanziamento di 800 milioni di euro per il 2023 del Fondo di garanzia PMI. A questo – restando in tema di garanzie – si aggiungono 565 milioni di euro per il 2023 per il Fondo Green New Deal. Risorse da destinare alla copertura delle garanzie concesse da SACE.

Per l’agricoltura è inoltre previsto un pacchetto di misure ad hoc, tra cui l’istituzione di un Fondo per la Sovranità Alimentare (per la valorizzazione del cibo italiano di qualità e la riduzione del costi di produzione per le imprese) e un Fondo per l’innovazione e la digitalizzazione nel settore agricolo. A questi si aggiungono una serie di altri Fondi destinati ad affrontare emergenze specifiche del settore, tra cui alcune patologie che stanno colpendo le coltivazioni. 

Per gli operatori della logistica e dei trasporti, la Manovra 2023 rifinanzia anche il ferrobonus e il marebonus.

Fronte turismo, invece, vengono previste varie misure tra cui:

  • lo stanziamento di 800 milioni di euro (dal 2023 al 2037) per i programmi di sviluppo di attività turistiche;
  • un Fondo per le imprese esercenti attività di risalita a fune e innevamento;
  • un Fondo per accrescere il livello professionale nel turismo;
  • un Fondo per il turismo sostenibile.

Previste anche diverse misure per lo sport, inclusa la proroga dei crediti di imposta per le strutture sportive e per gli investimenti pubblicitari. In aumento, inoltre, la dotazione del Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, per aiutare società e associazioni sportive ad affrontare il caro energia, nonché quella del Fondo “Sport e periferie”. Non da ultimo si interviene sull’Istituto per il credito sportivo che viene trasformato in società per azioni e ridenominato “Istituto per il credito sportivo e culturale”.

Per quanto concerne la politica industriale, la Manovra 2023 rifinanzia con 3,2 miliardi (dal 2023 al 2037) i Contratti di sviluppo. Viene inoltre istituito un Fondo per il potenziamento delle politiche industriali di sostegno alle filiere produttive del Made in Italy che, con una dotazione di 100 milioni di euro (per il 2023 e il 2024) ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo e la modernizzazione dei processi produttivi.

La Manovra 2023 interviene anche sulla Nuova Sabatini, prevedendo un incremento di 150 milioni di euro (tra il 2024 e il 2026) delle risorse stanziate dall’articolo 2 del D.L. n. 69/2013 per il riconoscimento di finanziamenti e contributi a tasso agevolato a favore delle MPMI che investono in macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature. Inoltre, è prorogato di sei mesi il termine, di norma di dodici mesi, per l’ultimazione degli investimenti per le iniziative con contratto di finanziamento stipulato dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2023.

Oltre alla sospensione, anche per il 2023, dell’entrata in vigore di plastic e sugar tax, sono previste misure per la cosiddetta “tregua fiscale” e l’innalzamento del tetto dell’uso del contante da 1.000 a 5.000 euro. 

Inoltre, sempre strizzando un occhio ai commercianti, la Manovra 2023 prevede anche per  le imprese che esercitano l’attività del commercio di beni al dettaglio la possibilità di dedurre le quote di ammortamento del costo dei fabbricati strumentali per l’esercizio dell’impresa con speciali modalità, ovvero in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione al costo degli stessi fabbricati di un coefficiente fissato al 6%. La misura riguarda le imprese che operano prevalentemente in specifici settori del commercio al dettaglio e limitatamente ai fabbricati strumentali utilizzati per tale attività.

Per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile la Manovra introduce il credito d’imposta per spingere l’acquisto di materiali riciclati provenienti dalla raccolta differenziata, nonché istituisce il “Fondo per il contrasto al consumo di suolo” con uno stanziamento complessivo di 160 milioni di euro per gli anni 2023-2027, al fine di consentire la programmazione ed il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati.

Sono inoltre prorogati per il 2023 i seguenti crediti d’imposta volti a sostenere gli investimenti delle imprese localizzate in alcune aree specifiche del territorio nazionale:

  • Il tax credit in favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi e destinati a strutture produttive ubicate nei territori delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Abruzzo, Sardegna e Sicilia
  • Il credito d’imposta maggiorato per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo in favore delle imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno;
  • L’agevolazione c.d. “Zona Franca Sisma Centro Italia” e l’esenzione dal pagamento delle imposte di bollo e di registro relativamente alle istanze, ai contratti ed ai documenti presentati alle pubbliche amministrazioni per gli interventi di ricostruzione; 
  • Il credito d’imposta relativo agli investimenti effettuati nelle Zone Economiche Speciali (ZES) e nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS).

Infine si prevede, anche per l’anno 2023, il riconoscimento del credito d’imposta per le spese relative all’installazione e messa in funzione di impianti di compostaggio presso i Centri Agroalimentari presenti nelle regioni Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Le misure della Manovra 2023 sulla casa

Variegato il pacchetto di misure che riguardano la casa. Da un lato, infatti, vengono prorogati e rifinanziati vari strumenti che sostengono l’acquisto di casa per alcune categorie di soggetti. Stiamo parlando, in particolare, de:

  • la proroga al 31 dicembre 2023 del Fondo Gasparini, il “Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui relativi all’acquisto della prima casa” per chi è in difficoltà, ampliando il novero di soggetti che vi possono accedere;
  • la proroga al 31 marzo 2023 della disciplina emergenziale del Fondo di garanzia per la prima casa, con particolare riferimento alla più alta misura della garanzia rilasciata dal medesimo Fondo;
  • la proroga al 31 dicembre 2023 delle agevolazioni in materia di imposte indirette per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36.

A queste agevolazioni, si aggiunge la detrazione dall’IRPEF del 50% dell’IVA versata per l’acquisto, entro il 31 dicembre 2023, di immobili residenziali di classe energetica A o B ceduti dalle imprese costruttrici. La detrazione è ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi ed è consentita anche con riferimento agli acquisti da OICR.

Sempre per chi ha acquistato casa, la Manovra riapre anche fino al 31 dicembre 2023 i termini di operatività della disciplina che consente di rinegoziare i mutui ipotecari per l’acquisto o la ristrutturazione di abitazioni e stipulati con tasso e a rata variabile per tutta la durata del contratto, al fine di ottenere l’applicazione di un tasso fisso.

Infine viene prevista l’esenzione IMU sugli immobili occupati, a favore dei proprietari che abbiano presentato regolare denuncia.

Parallelamente si mette mano ai bonus casa che servono per ristrutturare casa. Su questo fronte, una delle partite più grosse riguarda il superbonus, su cui la Manovra interviene giocando di sponda con il DL Aiuti Quater. In breve, grazie ai due provvedimenti, si conferma per il 2023 il ridimensionamento del superbonus al 90%, ad eccezione di alcune categorie ed interventi.

La Manovra interviene anche sul bonus mobili 2023, assicurando che per il 2023 il bonus potrà arrivare a 8.000 euro (invece dei 5.000 previsti dalla scorsa Manovra). Confermato invece il calo a 5.000 euro nel 2024.

Infine viene prorogato al 31 dicembre 2025 il bonus al 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Le misure della legge di Bilancio per Comuni e Enti pubblici

Per il comparto sanità e per gli enti locali, compreso il trasporto pubblico locale, sono invece stanziati 3,1 miliardi.

Per quanto concerne gli appalti, inoltre, la Manovra 2023 aumenta la dotazione del Fondo per l’avvio delle opere indifferibili creato dal DL 50-2022

Sui temi del sociale, viene istituito un Fondo per le periferie inclusive da 10 milioni di euro, destinati ai Comuni con più di 300mila abitanti per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità nelle periferie.

La Manovra 2023 istituisce anche il Fondo Piccoli Comuni a vocazione turistica che, con i suoi 34 milioni di euro dal 2023 al 2025, mira a incentivare interventi innovativi di accessibilità, mobilità e rigenerazione urbana.

Rifinanziata, tra le altre, anche la misura per l’installazione, da parte dei Comuni, di sistemi di videosorveglianza.

Per quanto concerne le infrastrutture, tra le altre cose la Manovra prevede l’istituzione del Fondo per le infrastrutture ad alto rendimento (FIAR) da 160 milioni di euro.

Fronte “spese di progettazione degli Enti locali”, la Manovra incrementa di 250 milioni di euro (anni 2024 e 2025) i contributi per le spese di progettazione relative ad interventi di messa in sicurezza del territorio e degli immobili pubblici. Inoltre viene istituito un Fondo di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, per il finanziamento di iniziative di assistenza tecnica specialistica in favore dei Comuni con meno di 10mila abitanti rivolte ad assicurare l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi previsti dal PNRR.

Infine, per quanto concerne le calamità naturali, la Manovra autorizza la spesa di ulteriori 200 milioni di euro a favore dei territori delle Marche colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici di settembre 2022. Per quanto riguarda invece il sisma 2016, viene prorogato fino al 31 dicembre 2023 lo stato di emergenza e la gestione straordinaria.  

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La legge di Bilancio 2023 su Reddito di cittadinanza e pensioni

Fronte previdenza, oltre ad aumentare le pensioni (soprattutto quelle sociali, ma non solo) la legge di Bilancio prevede la conferma dell’APE sociale per i lavori usuranti e la proroga per il 2023 di Opzione donna, con alcune modifiche. Su quest’ultimo fronte, in breve si potrà andare in pensione con 35 anni di contributi e a 58 anni con due figli o più, a 59 anni con un figlio, a 60 anni negli altri casi. Ciò però a condizione che la lavoratrice si trovi ad esempio nella condizione di dover assistere un parente con handicap o siano state licenziate o siano dipendenti di imprese in crisi aziendale. In quest’ultimo caso il requisito anagrafico è pari a 58 anni.

Per quanto concerne invece il Reddito di cittadinanza (RdC), la Manovra 2023 – spiegano dal governo – “prevede che dal 1° gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il RdC nel limite massimo di 7 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. E’ inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, decade il beneficio del reddito”. Il Reddito di cittadinanza smetterà di esistere, invece, dal 2024.

Nel passaggio parlamentare sono state inoltre previste delle altre disposizioni relative allo strumento. Tra esse si citano: l’obbligo di corsi di formazione per gli under 29 che non hanno adempiuto all’obbligo scolastico; l’erogazione della componente del reddito per l’affitto di casa, direttamente al proprietario dell’appartamento; la decadenza dal beneficio nel caso in cui uno dei componenti il nucleo familiare non accetti la prima offerta di lavoro, anche se perviene nei primi diciotto mesi di fruizione del Rdc.

FONTE: FASI.EU

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