I numeri della vendemmia 2020. In Sicilia ottima qualità ma produzione in calo

18 Dicembre 2020 | Informazioni

 

L’Italia si conferma come principale produttore mondiale di vino. La vendemmia 2020 infatti dovrebbe toccare i 47.2 milioni di ettolitri, in calo dell’1% rispetto ai 47,5 dello scorso anno. Una flessione minima quindi che garantirà anche nel 2020 il primato produttivo italiano visto che per Francia e Spagna si prevedono rispettivamente 43,4 e 43 milioni di ettolitri, con una crescita del 3% per Parigi e del 13% per Madrid. La qualità si presenta ottima e alimenta le attese di un’annata da ricordare questa volta in positivo e non per motivazioni legate alla pandemia. Sono gli elementi chiave delle stime sulla vendemmia 2020 realizzate da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini.

L’andamento climatico dell’annata è stato positivo con un’elevata piovosità nei mesi di novembre e dicembre 2019 che ha consentito di ripristinare le riserve idriche, mentre i mesi successivi sono proseguiti senza particolari criticità climatiche. Un quadro che ha portato ad oggi a uve sane da un punto di vista fitosanitario, indispensabile premessa per un millesimo di qualità.
Ovunque si è registrato un ciclo vegetativo avanzato che ha portato a una raccolta delle uve leggermente anticipata con la conclusione delle operazioni avvenuta tra la fine ottobre e gli inizi di novembre con le varietà più tardive: Nebbiolo in Valtellina, Cabernet in Alto Adige, Aglianico di Taurasi in Campania e Nerello Mascalese sulle pendici dell’Etna.
«Stimare la produzione di quest’anno – hanno spiegato Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini – è stato ancora più complesso rispetto al passato perché alla normale aleatorietà del decorso climatico di settembre si aggiungono tutte le incognite legate all’adesione dei produttori alla misura della riduzione volontaria delle rese per le uve a indicazione geografica». Una misura che ha potuto contare su un plafond di 100 milioni di euro alla quale vanno aggiunte le azioni di gestione della produzione adottate da molti consorzi Dop che hanno ridotto le rese massime di uva a ettaro che sarà possibile destinare alla produzione di vino. Tutti elementi che possono incidere in senso riduttivo sui volumi della vendemmia 2020.

In Sicilia, l’annata 2020 lascia alle spalle un andamento nella norma. Il clima non è stato favorevole in inverno e primavera, con fenomeni di siccità, ma per fortuna l’estate non ha registrato grandi ondate di caldo. A fine marzo si è avuto un periodo di circa 15 giorni di freddo, che ha rallentato e riportato in linea rispetto alla media annuale la fase fenologica del germogliamento. Le temperature particolarmente basse rispetto alla media di questo periodo hanno contenuto la crescita vegetativa, impedendo anche lo sviluppo di fitopatie. La fioritura è iniziata con circa 8 giorni di ritardo e l’allegagione è stata piuttosto irregolare, determinando qualche fenomeno di acinellatura. I mesi di giugno e luglio sono decorsi con assenza di precipitazioni importanti e con giornate soleggiate e calde. Alla fine di luglio alcune zone sono state interessate da una perturbazione atlantica, che ha portato un abbassamento delle temperature e abbondanti precipitazioni che hanno permesso un riequilibrio idrico dei vigneti. In generale la gestione delle vigne non ha evidenziato particolari problemi. Buona anche la curva aromatica grazie a escursioni termiche giuste, fino a 12 gradi in notturna con punte di 18°C nei territori superiori a 350 metri sul livello del mare. La vendemmia è iniziata a fine luglio con le varietà precoci (Pinot grigio, Chardonnay base spumante) ed è proseguita nel migliore dei modi, tanto che si prevede un’ottima annata soprattutto per i rossi con gradazioni medio-alte. Complessivamente in tutta la regione si stima un calo della produzione del 15%.

 


 

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