Il credito d’imposta per ZES (Zona Economica Speciale) e ZLS (Zona Logistica Semplificata) rappresenta un importante incentivo per sostenere gli investimenti produttivi delle imprese nelle aree agevolate, con particolare riferimento al Mezzogiorno. L’agevolazione consiste in un credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali, destinati alla realizzazione di nuovi impianti, ampliamenti, diversificazione della produzione o trasformazione dei processi produttivi.
Per la ZES sono state stanziate risorse pari a 2,2 miliardi di euro per il 2025, 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, estendendo la misura anche alle regioni Umbria e Marche. Possono beneficiare dell’incentivo le imprese che realizzano investimenti in beni strumentali nuovi, anche acquisiti tramite locazione finanziaria, tra cui suoli e immobili (fino al 50% dell’investimento ammissibile) e macchinari, impianti e attrezzature.
Le imprese devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute o programmate dal 31 marzo al 30 maggio di ciascun anno: nel 2026 per le spese dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, nel 2027 per quelle dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027 e nel 2028 per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2028. Successivamente, le imprese dovranno trasmettere una comunicazione integrativa che attesti l’effettiva realizzazione degli investimenti dal 3 al 17 gennaio dell’anno successivo (2027, 2028 e 2029).
Per le ZLS sono invece stanziati 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Anche in questo caso il credito d’imposta è riconosciuto per l’acquisizione di beni strumentali destinati all’attività d’impresa e l’accesso avviene tramite comunicazione all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio di ogni anno, seguita dall’invio della comunicazione integrativa che attesti l’effettivo sostenimento delle spese dal 3 al 17 gennaio dell’anno successivo.
L’agevolazione è concessa nei limiti delle risorse disponibili e nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, con possibile riduzione proporzionale del beneficio qualora le richieste superino i fondi stanziati.






