Credito d’imposta per incubatori e acceleratori: un nuovo incentivo per sostenere le start-up innovative

24 Giugno 2025 | agevolazioni

Con un nuovo passo a favore dell’innovazione italiana, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale del 26 maggio 2025. Il provvedimento dà attuazione a quanto previsto dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, introducendo un incentivo fiscale pensato per stimolare gli investimenti qualificati da parte di incubatori e acceleratori certificati nelle start-up innovative.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’ecosistema nazionale dell’innovazione, facilitando l’incontro tra capitale privato, competenze imprenditoriali e tecnologie emergenti. Una misura concreta per sostenere la nascita e la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico.

Il beneficio è destinato a incubatori e acceleratori certificati, ovvero strutture riconosciute che affiancano le start-up nelle fasi più delicate del loro percorso: la nascita, il consolidamento e lo sviluppo. Per accedere all’agevolazione, è necessario essere iscritti alla sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle start-up innovative, risultare in attività e in regola dal punto di vista amministrativo, e non essere soggetti a procedure concorsuali o provvedimenti che impediscano l’accesso a fondi pubblici.

L’incentivo si traduce in un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento effettuato nel capitale di una o più start-up innovative. Il beneficio può essere calcolato su un importo massimo di 500.000 euro annui per ciascun soggetto beneficiario, con un limite complessivo fissato a 1,8 milioni di euro all’anno a partire dal 2025.

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione è la durata dell’investimento: per mantenere il diritto all’agevolazione, le partecipazioni devono essere detenute per almeno tre anni. In caso contrario, il credito d’imposta decade e scatta l’obbligo di restituzione.

L’incentivo si applica a due modalità di investimento:

  • Diretta: con l’ingresso nel capitale sociale della start-up innovativa;
  • Indiretta: tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o società che abbiano come attività prevalente l’investimento in start-up innovative.

Nel secondo caso, è necessario che, al termine del periodo d’imposta, almeno il 70% del valore delle immobilizzazioni finanziarie della società investitrice sia rappresentato da partecipazioni in start-up innovative, a carattere non speculativo.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, dopo che l’investimento sarà stato effettivamente effettuato. Dovrà inoltre essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato riconosciuto. Qualora non venga interamente utilizzato nell’anno, potrà essere riportato nelle dichiarazioni successive fino a completo utilizzo.

Essendo concesso nel quadro del regime “de minimis” europeo, il credito è cumulabile con altri incentivi pubblici, purché siano rispettati i limiti e le compatibilità previste dalla normativa sugli aiuti di Stato.

La gestione operativa della misura è stata affidata a Invitalia. Per ottenere il credito d’imposta sarà necessario presentare un’apposita domanda, secondo modalità che verranno definite in un prossimo bando ministeriale. Il bando stabilirà scadenze, criteri di ammissione, modalità di presentazione e valutazione delle domande.

Con questa misura, il Governo intende rafforzare il legame tra soggetti che accompagnano l’innovazione e il tessuto produttivo del Paese. Un incentivo concreto per favorire lo sviluppo di idee, tecnologie e modelli di business innovativi, a vantaggio dell’intero sistema economico. Per incubatori e acceleratori certificati, si apre ora una finestra concreta per investire nel futuro, sostenere nuove generazioni di imprenditori e contribuire alla trasformazione digitale e sostenibile del Paese.

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